Nel coaching, la domanda non è uno strumento per ottenere risposte giuste, ma per generare consapevolezza.
Un coach non dà soluzioni preconfezionate. Non indica la strada, ma illumina il percorso interiore del coachee, aiutandolo a riconoscere le proprie risorse, i propri ostacoli e i propri desideri.
E come lo fa? Con le domande.
Le domande nel coaching hanno diverse funzionalità e una buona domanda è come uno specchio ben posizionato: non dice chi sei, ma ti mostra da un’angolazione nuova.
Per questo, le domande nel coaching non sono mai inquisitorie, né mirate a giudicare o indagare. Sono alleate del processo di crescita. A volte sono semplici, altre spiazzanti. Ma sempre funzionali a stimolare la riflessione e l’autonomia.
E le domande, nel coaching, sono proprio scintille. L’ho scriveva già Plutarco: “la mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere”
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