Manipolazione da talk-show
Claudio Venturoli
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Manipolazione da talk-show

Le tecniche di manipolazione utilizzate nei talk-show

Quando vi capita di seguire un talk show in cui vengono trattati temi politici o sociali, è fondamentale essere consapevoli delle tecniche di manipolazione utilizzate dai politici, opinionisti e giornalisti presenti in studio.

Queste figure, anche se in molti si dichiarano super-partes, spesso sono dei tifosi accaniti della propria parte politica di riferimento e a farne le spese sono spesso l'onestà, l'empatia e la reciprocità.

Ma quali sono queste tecniche di manipolazione?

La manipolazione inizia con la distorsione della verità attraverso la disinformazione (e spesso proprio quelli che parlano di disinformazione sono coloro che la fanno o semplicemente attuano l’omissione di informazioni), utilizzano molte volte semplificazioni eccessive su argomenti che meriterebbero maggiore approfondimento e se qualcuno lo fa notare portando fatti e numeri tendono a ridicolizzarlo, così come avviene con tutte le opinioni contrarie.

L’utilizzo di appelli emotivi come la paura, il senso di colpa e la lealtà viene usato per mascherare affermazioni false e provocare il dramma emotivo nello spettatore.

Politici, giornalisti e opinionisti spesso cercano di creare una percezione di consenso attraverso il potere dei numeri (senza mai però entrare nel dettaglio ma rimanendo sempre sui generis), sfruttando il pensiero di gruppo e la pressione sociale.

Tendono a ridurre le complessità dei problemi in due scelte polarizzate, cercando così di dividere e conquistare (Divide et impera per intenderci).

Essi raramente si assumono la responsabilità delle proprie azioni ma tendono sempre ad allargare la platea delle responsabilità, per esempio, con frasi del tipo “tutti sostengono che…” al posto di “io sostengono che…”.

Usano complimenti ed elogi per chi la pensa come loro e ridicolizzano, scherniscono e invalidano le opinioni altrui con etichette denigratorie (ce ne è uno famoso che basta guardare le facce che fa che sono degne della migliore comicità muta del bianco e nero).

Citano frasi parziali o parole di altri fuori contesto per screditare gli avversari.

Riducono le altrui richieste a uno scherzo e usano il futuro ipotetico per distrarre dalla questione principale.

Per finire, cercano di disumanizzare gli avversari, giustificando le loro azioni con slogan che intimoriscono o minacciano (il no-qualsiasi cosa è uno di questi così come termine negativizzanti presi a prestito da altri contesti).

Personalmente avrei in mente un po’ di facce e di nomi di ospiti fissi in cui questo comportamento è usuale, ma lascio a voi visualizzare chi rientra in questi schemi, anche per non rischiare querele (“la verità ti fa mala lo sai…” cantava una vecchia canzone).

Quindi, quando seguirete un talkshow, imparate a riconoscere queste tattiche e vi accorgerete che sono più comuni di quanto uno creda.

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