Intelligenza Artificale: Progresso nei servizi e Regressione dell'umano?
Claudio Venturoli
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Intelligenza Artificale: Progresso nei servizi e Regressione dell'umano?

Ancora un altro discorso sull’intelligenza artificiale, questa volta applicata alla logistica. Si ripetono le stesse parole chiave: maggiore efficienza (ovvero minori costi), incarichi più qualificati per l'uomo (ossia meno lavoratori) e la promessa di una giornata lavorativa di tre ore anziché otto, senza accennare però che anche il salario si ridurrà a un terzo, peggiorando così la qualità di vita.

Si parla di riduzione delle emissioni di CO2 nei trasporti, ma si tace sul fatto che i data center che alimentano l’IA consumano il doppio delle risorse risparmiate, prosciugando fiumi e falde per il raffreddamento. Gli entusiasti dell'IA sembrano ignorare che anche i loro ruoli verranno automatizzati e che, tra miliardi di persone, pochi finiranno a sorseggiare un mojito su una spiaggia.

Si rassicura che il contributo umano sarà comunque essenziale, un contentino per rendere più accettabile la trasformazione in corso.

Da un lato, comprendo le aziende, che vedono nell’IA una sfida di tendenza per crescere e posizionarsi.

Dall’altro lato vedo una politica completamente assente nel suo ruolo, o, peggio, cavalcante l'onda senza alcuna valutazione delle conseguenze sociali di queste trasformazioni e senza fornire proposte di welfare che possano supportre questa transizione senza compromettere la qualità di vita delle popolazioni.

Sono contro l’IA?

Assolutamente no, ma senza una revisione della società e delle sue strutture, rischiamo di fare passi indietro dopo secoli di progresso nella qualità della vita.

Speriamo bene...

#IA #Logistica #Automazione #Efficienza #Lavoro #Sostenibilità #PoliticheSociali #QualitàdellaVita #Progresso #Welfare

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