Personalmente ho sempre preferito il primo appuntamento a cena.
C’è chi preferisce il giro dei locali, la musica alta, il caos, forse perché il rumore evita i silenzi e i silenzi costringono a conoscersi davvero.
A cena invece non puoi nasconderti troppo.
Hai il tempo di osservare come parla, come tratta il cameriere, come ascolta, come reagisce a un imprevisto, se guarda continuamente il telefono oppure te negli occhi.
E soprattutto hai il tempo di capire se quella persona ti fa stare bene oppure no.
Diciamolo: il primo appuntamento non serve per innamorarsi.
Serve per capire se vale la pena vedersi una seconda volta.
Un bicchiere di vino, se piace a entrambi, aiuta anche ad abbassare un po’ le difese. Non abbastanza da perdere lucidità, ma quel tanto che basta per smettere di recitare il personaggio perfetto.
arne, pesce, sushi, vegetariano, bistrot, trattoria o ristorante stellato: oggi le possibilità sono infinite.
Ed è proprio per questo che devi evitare l’errore più comune: lasciare decidere tutto a lui.
Ti suggerisco invece di guidare la situazione senza che lui percepisca di essere guidato.
Come?
Gli proponi tre ristoranti differenti, sia come stile sia come fascia di prezzo, e lasci a lui la scelta finale.
Se hai un locale preferito, inseriscilo come seconda opzione.
Nella maggior parte dei casi penserà che:
- il primo è troppo costoso;
- l’ultimo troppo economico;
- quello centrale è il compromesso perfetto.
E sceglierà proprio quello.
A meno che non voglia stupirti scegliendo il più elegante.
In quel caso lascialo fare. Gli uomini, ogni tanto, hanno bisogno di sentirsi capaci di sorprendere una donna.
Naturalmente i locali devono essere posti che già conosci e che abbiano caratteristiche adatte a un primo appuntamento:
- niente confusione, perché dovrai ascoltarlo;
- niente tavolate urlanti o compleanni con palloncini;
- pochi tavoli;
illuminazione giusta: abbastanza luce per guardarsi, abbastanza atmosfera per sentirsi a proprio agio;
- servizio presente ma non invadente;
- fascia di prezzo equilibrata, così che lui non si senta sotto pressione al momento del conto;
- buon rapporto qualità/prezzo.
Ricordati una cosa importante:
se tra voi nascerà qualcosa, quel posto diventerà “il vostro posto”.
Sarà il ristorante del primo appuntamento.
Quello dove tornerete agli anniversari, dopo una litigata per fare pace, oppure semplicemente una sera in cui vi verrà nostalgia dell’inizio.
Quindi sceglilo bene.
Il vantaggio di scegliere tu il locale è anche pratico.
Sai come ci si arriva, sai il tipo di ambiente, sai come vestirti e sai persino quanto dovrai camminare dal parcheggio all’ingresso.
Se ami i tacchi alti — e per tacchi intendo quelli veri, dagli otto centimetri in su — evita accuratamente sanpietrini assassini, sterrati e marciapiedi dissestati che potrebbero trasformare il tuo ingresso in una prova olimpica di equilibrio.
Conoscendo il posto sai anche come vestirti senza sentirti fuori luogo:
né troppo elegante per una trattoria semplice;
né troppo sportiva per un ambiente raffinato.
La sicurezza passa anche da questi dettagli.
Quando ti senti a tuo agio, il tuo linguaggio del corpo cambia completamente.
Un altro errore da evitare è portarlo in un locale dove conosci tutti.
Se ogni tre minuti arriva qualcuno a salutarti con:
“Ciaaaao bella! Da quanto tempo!”
nella sua testa partiranno automaticamente pensieri poco romantici:
“Quanti altri uomini ha già portato qui?”
Peggio ancora se camerieri, proprietario e clienti abituali sembrano conoscerti troppo bene.
L’effetto rischia di essere quello di una presentazione ufficiale in famiglia al primo appuntamento.
Troppo. Decisamente troppo.
Se invece arriverete in macchina, considera il fattore parcheggio.
Sembra una banalità, ma non lo è affatto.
Il tuo obiettivo è che nulla rovini il tragitto da casa all’ingresso del ristorante.
- Niente stress.
- Niente mezz’ora a girare attorno all’isolato.
- Niente nervosismo.
Perché la serata deve scorrere liscia.
Lui, tornando a casa, deve pensare:
“Che donna.
Bel posto, ho mangiato bene, non mi hanno spennato, siamo stati bene e non ho neanche dovuto impazzire per parcheggiare.”
E credimi: gli uomini fanno davvero questi ragionamenti.
Magari non li dicono ad alta voce, ma li fanno.
E c’è un altro dettaglio che molte donne sottovalutano: il primo appuntamento non è un colloquio di lavoro.
Non devi impressionarlo raccontandogli tutta la tua vita in due ore.
Non devi dimostrare quanto sei intelligente, quante cose hai fatto o quanti uomini ti hanno desiderata.
Devi lasciare spazio.
Lascia che ti faccia domande.
Lascia che abbia curiosità di scoprirti.
Lascia che torni a casa con la sensazione che ci sia ancora molto da conoscere di te.
L’errore più comune nei primi appuntamenti è l’ansia di riempire ogni silenzio.
Ma i silenzi, quando non sono imbarazzati, creano tensione emotiva.
Una donna sicura di sé non ha paura di un momento di silenzio.
Sorride.
Beve un sorso di vino.
Lo guarda negli occhi.
Ed è spesso in quei piccoli momenti che nasce l’attrazione vera.
Un’altra cosa importante: evita di trasformare la cena in una seduta terapeutica.
Niente monologhi sull’ex tossico, sul collega incapace, sulle amiche false o sui drammi familiari.
Un uomo, al primo appuntamento, vuole capire come si sente accanto a te.
Se si sente leggero, ascoltato, sereno e incuriosito, vorrà rivederti.
Se esce dal ristorante emotivamente esausto, probabilmente no.
Il primo appuntamento deve lasciare una sensazione positiva, non la sensazione di aver attraversato una guerra psicologica.
E soprattutto ricordati una cosa fondamentale:
non stai andando lì per convincerlo a sceglierti.
Stai andando lì per capire se anche lui merita davvero di entrare nella tua vita.
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