Claudio Venturoli
/ Categories: Basta Sfigati!

"Non c'è mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione." (Oscar Wilde).
Proprio come nel marketing, anche nel gioco dell'attrazione vige la regola dei 'tre secondi': nei primi istanti di un'interazione devi lasciare un'impressione forte e positiva. Perché? Perché è in quei pochi secondi che deciderà se vuole approfondire la conoscenza.
Quali sono le tue armi segrete? Sorriso, sicurezza e un pizzico di mistero.
Durante il primo appuntamento occorre che ti interessi sinceramente di lui ed è importante non dare mai a vedere che si sta cercando di fare buona impressione, in quanto si tratta di un atteggiamento che ti pone in una posizione di inferiorità rispetto all’altra persona con cui ti trovi.
Il tuo atteggiamento deve lasciare trasparire spontaneità senza passare per ingenua.
È importante tenere sempre a mente che alle persone non piace stare in compagnia di persone che le fanno sentire a disagio o in imbarazzo. Quindi, un conto è assumere un atteggiamento spontaneo e genuino che denota una sicurezza in te stesso tale da non doverti preoccupare di cosa pensano e dicono gli altri, tutto un altro conto è assumere un atteggiamento sgarbato di superiorità e arroganza.
Come ti ho detto gli hai fatto capire che sarà il migliore appuntamento della sua vita e che tu non sei come tutte le altre con cui è uscito.
E lo sarà perché sarai la donna più attraente che abbia mai conosciuto!
Quando dico attraente, non intendo per forza sexy e affascinante fisicamente.
Lascia che lui intraveda le emozioni che potrebbe vivere con te. Parla con entusiasmo dei tuoi progetti futuri o di un momento speciale della tua vita. Questo lo farà fantasticare su come sarebbe condividere quelle emozioni con te.
Secondo un recente sondaggio su ciò che rende attraente una persona, la maggioranza degli intervistati ha convenuto che la capacità di stare in silenzio e ascoltare è il tratto più attraente che cercano in una persona, nel partner ma anche nel collega o nel proprio responsabile.
Anche se tu vorresti raccontargli tutto su di te … lascialo parlare ed ascoltalo.
Non è difficile capire perché un buon ascoltatore è così desiderato.
Tutti vogliono essere ascoltati, perché aiuta a sentirsi apprezzati e valorizzati per quello che si è. Così la prossima volta che ti troverai in difficoltà in una conversazione, fai un passo indietro e ricorda l’attrattiva e il carisma del silenzio.
Cosa significa ascoltarlo:

  • Non interromperlo
  • Non sovrapporti a lui (se parli tu non stai ascoltando). Non puoi ascoltare due voci e suoni contemporaneamente. Anche il tuo pensiero è una voce.
  • Fai una domanda e poi taci aspettando la risposta. Nell’attesa della risposta non pensare alla domanda che vuoi fargli dopo. Attendi la sua risposta, magari con un sorriso accennato.
  • Ascolta senza pregiudizi e non saltare alle conclusioni prima di aver ascoltato tutto quello che ha da dirti.
  • Usa contatto visivo e i suoni non verbali. Fagli sapere che sei presente e che lo stai seguendo. Interagisci con lui con il non verbale.
  • Ascolta anche il come ti dice le cose e non solo la cosa che ti dice
  • Nel tempo tra la fine della sua risposta e il tuo turno prendi un po' di tempo, il tempo di un bel respiro. Questo periodo ti serve per elaborare la sua risposta e valutare se quello che gli stai per dire è coerente e opportuno.
  • Evita le distrazioni e metti via il cellulare. Lasciare il cellulare sul tavolo che si accende ad ogni WhatsApp di amici, figli e spasimanti è fastidioso e mette in secondo piano la persona con cui stai. Se proprio hai la necessità di rispondere, ogni tanto vai in bagno così da dare anche a lui il tempo per controllare il suo.

Per fare tutto questo devi diventare un’abile generatrice di domande aperte.
Le domande aperte si differenziano da quelle chiuse dal fatto che non è possibile rispondere con un semplice sì o no ma occorre strutturare una risposta più articolata.
Per esempio, una domanda chiusa può essere “mangi il pesce?”. La risposta può essere solo sì o no.
La stessa domanda con la modalità aperta può diventare “cosa mangi di pesce?” e apre un ventaglio di risposte molto maggiore da cui tu potrai capire più cose di lui che da una domanda chiusa.
Le domande aperte generalmente iniziano o con cosa (cosa pensi di …), con come (come pensi di vestirti domani…) o con il perché (perché vuoi andare a …).
Le domande col perché generalmente sono quelle che scavano più nel profondo in quanto vanno a cercare la fonte della motivazione per cui è meglio farle quando si è creata una buona relazione con lui durante l’incontro.
Se vuoi diventare più abile a fare delle belle domande puoi fare quelle che si chiamano domande aperte influenzate, ossia dove influenzi la risposta che vuoi ti che ti venga data:
“Cosa ti è piaciuto di più della bella serata dove abbiamo mangiato dell’ottimo pesce?” è una domanda influenzata e porta l’altra persona a concentrarsi sul “bello” della serata e sul “buono” del pesce.
Alcune domande interessanti che puoi fargli sono sul perché ha accettato di uscire con te.
Domande come “cosa ti ha interessato di me per cui ha scelto di invitarmi a cena” può rivelare a cosa è dovuto il suo interesse per te.
Certo è che, se la stessa domanda la poni nella forma “Perché hai voluto uscire con me” assume un tono più inquisitorio e da interrogatorio e lui inizierà ad alzare le barriere, quelle stesse barriere che tu vorresti che abbassasse per arrivare al suo vero io.
Quindi stai attenta alle parole che usi perché potrebbero essere interpretate come una forma di controllo.
A fronte di una sua risposta, per fargli capire che hai capito rispondigli ripetendo le sue stesse parole.
Sembra un’idiozia e potresti pensare che lui pensi che sei idiota perché tu gli ripeti quello che ti ha detto. In realtà la sua percezione sarà quella per cui tu lo stai ascoltando, hai capito quello che ti sta dicendo e soprattutto…. la pensi come lui … anzi …. la pensi proprio come la pensa lui, parola per parola.
Fighissima questa donna!
Le domande giuste sono solo uno degli ingredienti per la riuscita di un buon appuntamento e se fatte correttamente influiscono in piccola parte sulla sua direzione migliorando quello che è il clima in cui si svolge l’appuntamento.
Domande sbagliate possono invece compromettere in maniera decisiva l’esito dell’appuntamento; quindi, stai attenta a quali domande fai e al modo in cui le fai.
Fatta la domanda mentre ascolti la risposta recuperi informazioni. Se per esempio ti dice che ama il cioccolato, ma non tutti i tipi, solo quello al latte con le noccioline tostate, prima di presentarti al prossimo appuntamento ti fermi in pasticceria e prendi un pezzettino di cioccolato al latte con le noccioline tostate. Probabilmente ti avrà parlato così tanto al primo appuntamento che non si ricorderà di avertelo detto e rimarrà stupito del tuo pensiero che ha centrato in pieno i suoi gusti.
Se ti dice che ama il mare gli proporrai una gita al mare e non in montagna.
Ricorda che devi usare il suo linguaggio ma ad un livello leggermente superiore.
Sembra difficile ma ti puoi allenare con le persone che incontri tutti i giorni, con i tuoi familiari, i tuoi amici, il negoziante che ti vende la frutta. Scoprirai che alla fine è anche divertente e ottieni come effetto collaterale che queste persone entreranno in empatia con te e riceverai da loro in cambio stima e affetto. E magari qualche cesto di frutta!
So che quello che sto per dirti potrebbe non piacerti. Al primo appuntamento dovrai essere la migliore conversatrice che lui possa immaginare.
Le persone più affascinanti e carismatiche, quelle che sanno conquistare chiunque con il loro modo di essere, possiedono una combinazione di cultura, intelligenza emotiva e capacità di ascolto.
Il tuo valore deve risiedere nel saper condurre la conversazione verso argomenti in cui ti senti competente e sicura, piuttosto che limitarti a quelli che ti sembrano semplicemente interessanti, e attenzione alle parole che usi!
Ma,Però: Queste due parole tendono ad allontanare la persona oltre a condurti in conflitto con lei. Entrambe annullano la parte della fase prima e rafforzano quello che viene detto dopo.
“Con te mi sono trovato bene ma però il locale era troppo rumoroso.” L’immagine che ti rimane nella testa è quella del locale troppo rumoroso e non che si è trovato bene con te.
Al suo posto puoi usare la e che aggiunge la seconda parte della frase alla prima.
Potresti riformularla in questo modo:
“Il locale era troppo rumoroso e nonostante questo abbiamo trascorso una bella serata.”
L’effetto è ben diverso rispetto alla prima frase.
Un'altra parola con cui devi stare attenta ad iniziare una frase è il no.
Se ci fai caso molte persone lo usano per iniziare anche le frasi di conferma.
“No, no, hai proprio ragione.”
L’ideale è sostituirlo con altre parole come si, ok, ho capito, …
Simile e con effetto diverso è formulare frasi senza l’utilizzo del non iniziale. Il nostro cervello per elaborare il non deve elaborare quello a cui non dovrebbe pensare.
Se dici la frase “non pensare che io ti tradisca” in realtà il cervello della persona con cui stai parlando sta pensando a te che lo tradisci!
Sostituisci i se con i quando.
“Se faremo una vacanza insieme …” lascia un dubbio sulla possibilità di fare una vacanza insieme.
“Quando faremo una vacanza insieme …” lascia indeterminato solo il fattore tempo, non la possibilità di farla.
Se hai fatto bene la fase di educare avrai già capito quali sono e ti dovrai muovere nella loro direzione nel formulare domande e nel fornire risposte, in modo da creare un’empatia inossidabile.
È evidente che non puoi bersagliarlo di domande per tutta la sera.
Evita di trattare argomenti che conosci solo “per sentito dire” e se conosci già i suoi interessi informati quanto più possibile su di essi, cosicché mentre te ne parla hai modo di interagire con lui e fargli capire che sai di cosa sta parlando.
Se hai degli interessi, se hai delle particolari conoscenze, parlane appena ti si presenta l'occasione. Parlare di un argomento che ti è familiare ti aiuterà ad avere più sicurezza e fiducia in te stessa in modo naturale e spontaneo.
Stai attenta al suo comportamento.
Potrebbero essere argomenti che non gli interessano (non te lo dirà mai ma lo puoi capire dallo sguardo da cui intuisci che sta pensando ad altro) ed in tal caso passa ad un altro argomento o dagli la possibilità di parlare di qualcosa che lo appassiona.
Da evitare la domanda “ti sto annoiando?” oppure “non ti interessa?”.
Se è un ‘galantuomo’ non ti risponderai mai con un Si ma lo starai annoiando a morte e non vedrà l’ora di passare alla fase successiva (ossia a quello che tu pensi che abbia in testa).
Lo stesso deve valere per te. Se un argomento non ti interessa, non devi per forza approfondirlo, scegline un altro.
È importante mantenere sempre viva la curiosità e l'interesse. Sii disposta a conoscere cose nuove e ad approfondire nuovi argomenti, in questo modo sarai automaticamente più interessante e accresci la tua conoscenza per gli incontri futuri.
Pensa a come sarebbe noioso parlare con una persona che non è curiosa, nel senso più genuino del termine, che non ha interessi e a cui non importa nulla di nulla.
Torniamo al tuo primo appuntamento.  Può succedere che, se lui è appena uscito da una storia o se è in una situazione di crisi sia quasi inevitabile che inizierà a parlarti di questo. È il modo migliore per raccogliere informazioni perché ti sta raccontando senza alcun filtro i suoi pregi e i suoi difetti, quello che si aspetta da una relazione e quello che proprio non tollera (come, per esempio, la moglie che durante il derby gli entra in soggiorno con l’aspirapolvere, cosa che tu non farai mai … vero?)
Una volta che hai raccolto tutte le informazioni che ti servono sei pronta per fargli cambiare discorso.
Per farlo devi fare in modo di interrompere bruscamente il suo pensiero e portarlo su un altro discorso con una domanda secca e diretta, come per esempio “ed invece, dove ti piacerebbe andare in vacanza?”, “giochi a tennis?” oppure “ti piace la fonduta?”,
Diventa abile a fare domande di interruzione!
Un aspetto di cui devi tenere conto durante il primo appuntamento è il modo in cui lui comunica. Non si tratta solo delle parole che usa, ma anche e soprattutto del suo tono di voce, del ritmo con cui parla, delle pause, dei gesti e della sua postura.
La comunicazione si divide in tre livelli:

  • Verbale: è il contenuto del messaggio, cioè le parole che vengono dette.
  • Para-verbale: riguarda il modo in cui le parole vengono pronunciate, quindi il tono, il volume, la velocità e le pause. Un tono sicuro e deciso trasmette sicurezza, mentre un tono esitante può rivelare incertezza.
  • Non-verbale: include gesti, postura, espressioni facciali e contatto visivo. Spesso il linguaggio del corpo dice molto di più di quello che viene espresso a parole.

Non devi passare tutto l’incontro a decifrare ogni suo movimento, ma prestare attenzione ad alcuni segnali può darti informazioni preziose sul suo stato d’animo e su ciò che prova in quel momento. Ad esempio, incrociare le braccia può indicare chiusura o disagio, mentre mantenere un contatto visivo prolungato dimostra interesse.
Inoltre, ognuno ha un proprio stile di comunicazione basato sulla predominanza di uno dei tre canali sensoriali principali:

  • Visivi: prediligono immagini e dettagli estetici. Usano spesso parole come "vedo", "guarda", "immagino". Tendono a essere espressivi con il linguaggio del corpo e a gesticolare molto.
  • Uditivi: danno più importanza ai suoni e alle parole. Utilizzano espressioni come "sento", "ascolta", "risuona". Sono attenti al tono di voce e al ritmo della conversazione.
  • Cinestetici: percepiscono il mondo attraverso sensazioni ed emozioni. Dicono spesso "sento", "provo", "mi tocca". Parlano più lentamente e tendono ad avere un linguaggio corporeo rilassato e meno frenetico.

Osservare come si esprime il tuo interlocutore ti aiuterà non solo a capirlo meglio, ma anche a entrare più facilmente in sintonia con lui, adattando il tuo stile comunicativo per rendere la conversazione più fluida e coinvolgente.
Per dirla in breve dal lato tuo devi fare solo il necessario per stupirlo, facendogli credere che sia lui ad avere il controllo della comunicazione.
Se hai fatto bene la fase dell’educazione vinci facile.
Come chiudere l’appuntamento?
Se durante l’appuntamento ti rendi conto che lui è una persona noiosa, fai buon viso a cattivo gioco, anticipi la chiusura e non fai seguire un secondo appuntamento.
Se invece lui è interessante e la serata è piacevole prendi comunque tu il tempo per chiudere l’appuntamento trovando il modo per dargli la sensazione che lo fai per il suo bene.
“Si è fatto tardi e domani ti devi alzare alle 6 ed hai una riunione importante. Che ne dici se andiamo così sarai al massimo delle energie?”.
Quello che ti starai chiedendo è dove concludere la serata. C’è attrazione, ci siamo trovati, abbiamo voglia di intimità e non abbiamo problemi di orario. Cosa fare?
Qui non esiste una regola ma ti posso dire la mia.
Nonostante ci siano tutti gli ingredienti preferisco non fare niente e rimandare al prossimo appuntamento. Lo so, da un uomo non te lo saresti aspettato.
Ma vuoi mettere il desiderio che cresce di giorno in giorno come ti porta a vivere il momento in cui vi ritroverete tu e lui da soli?

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